Controfirma della Costituzione del 1947

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Firme: 66 di 40.000.000

Creata da: Comitato Nazionale per la legittimazione popolare della Costituzione del 1947

Data: 09/06/2021

Il Popolo Sovrano controfirma la Costituzione

 “Bene comune”

Nel 1945  il nostro paese usciva sconfitto da una  guerra folle e fratricida, la matrice fu un sistema autoritario a cui il popolo italiano aderì per convinzione o “per forza”  al suo sostegno.

I danni e i lutti causati in tutti i paesi coinvolti furono elevatissimi.

In Italia molti cittadini, prima clandestinamente poi sempre più palesemente, parteciparono alla lotta di resistenza, contribuendo, insieme alle altre forze di liberazione ad abbattere il regime nazifascista.

Dopo il referendum che sancì la sconfitta della Monarchia, il primo passo che il popolo Italiano compì fu quello di darsi una impostazione  democratica all’interno della nuova  Repubblica.

Per fare questo fu necessario promuovere un’assemblea Costituente  che ebbe il compito, non semplice, di darsi delle regole di convivenza civile e sociale sia all’interno della nazione, sia nei confronti degli altri popoli.

Tutti i rappresentanti delle forze politiche di allora e non, si adoperarono per il raggiungimento dell’obiettivo comune. Non ci furono ideologie partitiche da far prevalere, l’obiettivo fu solo quello di stabilire delle regole condivise da tutti e da rispettare, al fine di non far accadere mai più l’apocalisse dalla quale erano appena venuti fuori.

Il 27 Dicembre del 1947 l’Italia sancì con la promulgazione della Costituzione  le regole di principio che avrebbero garantito la gestione della Repubblica Parlamentare.

Oggi, dopo 75 anni di Repubblica, dove i primi anni hanno contribuito ad uno sviluppo sociale e morale del popolo Italiano; gli anni successivi, hanno visto la nostra nazione preda di interessi famelici da parte di privati cittadini, delinquenza organizzata, organizzazioni affaristiche nazionali ed internazionali.

Purtroppo oggi tutte le Istituzioni Italiane non sono più la rappresentazione del volere popolare, bensì di quello dei grossi potentati finanziari i cui esponenti, non paghi delle loro immense ricchezze personali, pretendono di gestire a loro piacimento i popoli del pianeta; l’obiettivo è quello di trasformare questi ultimi a semplici soggetti il cui compito sarà solo quello di lavorare a basso costo, consumare il più possibile e vivere il tempo necessario  per riprodursi  ed essere di “utilità” al sistema.

Il tentativo di dare atto a questo nuovo “Ordine Mondiale”, di cui nessun cittadino, nella sua individualità, ne ha mai sentito il bisogno, è oggi manifestato con le modalità di gestione di situazioni di emergenza naturali o indotte nel nostro paese.

L’ignoranza, l’incapacità , l’improvvisazione e l’interesse privato  di buona parte della così detta “classe politica” ha prodotto governi non all’altezza del loro mandato esecutivo, anzi questi ultimi, hanno addirittura scavalcato il Parlamento sostituendolo nel suo ruolo legislativo, con la tecnica della decretazione d’urgenza, ben definita dalla Costituzione.

Gli ultimi governi si sono permessi di limitare le libertà individuali con l’imposizione di norme folli, anti costituzionali, che ledono i diritti di ogni cittadino italiano libero.






 I danni sono sotto gli occhi di tutti ad eccezione di chi si ostina a non volerli vedere.

Tutto ciò è accaduto e accade a causa dello stravolgimento della nostra Costituzione; troppi politici nelle Istituzioni la ignorano e non la attuano.

Giornali e TV, poi, esorcizzano la sovranità popolare con termini dispregiativi, come sovranismo o populismo, mentre i legislatori calpestano i Principi Fondamentali emanando leggi ingiuste, che li contraddicono in maniera eclatante.

Ci raccontano, ignoranti, che la nostra Costituzione sarebbe superata ed avrebbe perso il suo valore, sostituita ormai da trattati internazionali incomprensibili e ingiusti, e da consuetudini che fanno comodo solo ai potenti.

Cos’è un popolo senza una legge riconosciuta giusta da tutti e per questo rispettata?

Cosa diventa una comunità nazionale se i massimi rappresentanti nelle istituzioni sembrano avere più a cuore gli interessi dei mercati che quelli dei nostri figli? 

Non vediamo forse che, perso il rispetto della legge, ci stiamo rassegnando al predominio della forza e dell’inganno? 

Da tempo, a causa di leggi elettorali chiaramente contrarie alla Costituzione, già più volte censurate dalla Corte Costituzionale, non abbiamo più dei veri rappresentanti nelle Istituzioni. 

 

Legittimazione Popolare della Nostra  COSTITUZIONE

Oggi come allora, lanciamo un appello per una nuova simbolica “Assemblea Costituente”, nella quale non dobbiamo riscrivere il testo costituzionale, ma chiediamo con forza a tutti i cittadini italiani, oggi, qui, di dare una risposta, per un’assunzione diretta di responsabilità, controfirmando il testo originario della nostra  Costituzione insieme  alla controfirma dell’allora Presidente della neonata Repubblica Italiana  Enrico de Nicola, il Presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, il Presidente del Consiglio Alcide de Gasperi  e il Guardasigilli  Giuseppe Grassi.

Con la nostra firma, restituiremo così legittimità democratica e autorevolezza civile a quel Patto Sociale, ormai “Bene comune” da tutelare, che deve essere alla base di ogni pretesa di legalità e civiltà.

Lo facciamo, affermando, con chiarezza e fermezza, che ogni atto, che non sia rispettoso della lettera e dello spirito di quella Legge Fondamentale, non è altro che usurpazione illegittima: atto di violenza, che merita e sollecita una risposta adeguata.

In questa stessa pagina è possibile visualizzare e stampare il testo originario della Costituzione.

Invitiamo tutti a leggerla e rileggerla, a portarla con sé, ben sapendo che perfino la scuola e le università, purtroppo, sostanzialmente la ignorano.

Ad ogni cittadino che avrà firmato, verrà rilasciato un attestato a riprova della sua accettazione di quel “testamento di  centomila morti”* cosi drammaticamente definito da  Pietro Calamandrei*

Le firme raccolte verranno consegnate al Presidente della Repubblica, al Presidente della Corte Costituzionale e ai presidenti dei due rami del Parlamento perché tengano conto della volontà del Popolo Sovrano che si riconosce  nella sua Costituzione e ne pretende la sua osservanza e applicazione.

 

* nel  “Discorso agli studenti milanesi, Milano , 26 gennaio 1955”


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